Archeologia preventiva

L’archeologia preventiva in rete: la sperimentazione che permetterà l’accesso aperto ai dati attraverso il Geoportale

Il censimento e la sistematizzazione dei dati archeologici raccolti da parte degli Istituti ministeriali rappresenta uno tra i punti centrali nell'attività dell'Istituto centrale per l'archeologia, con la finalità di promuovere la conservazione di tali dati e documenti anche in formato digitale e di favorirne l'accessibilità sul web.

Con questo obiettivo ICA ha avviato all'inizio del 2018 la ricognizione dei dati raccolti nell'ambito dei procedimenti di archeologia preventiva e la loro registrazione in formato digitale attraverso lo standard basato sul modulo informativo MODI dell'ICCD, come previsto già dalla circolare DG‐AR 1/2016.  Un gruppo di lavoro costituito da Valeria Boi (ICA), Maria Grazia Fichera (DG ABAP‐Servizio II) e Maria Letizia Mancinelli (ICCD), ha lavorato all'ottimizzazione del tracciato MODI per le finalità specifiche dell'archeologia preventiva, individuando un nucleo di informazioni minime utili per la raccolta e il riuso dei dati.

Geoportale_fig_2I dati relativi a ogni progetto e alle aree archeologiche che ricadono nelle adiacenze dell'opera da realizzare vengono archiviati su schede appositamente predisposte sulla base degli standard ICCD. Il modulo MOPR (modulo di progetto) raccoglie le informazioni relative alle opere pubbliche o di pubblico interesse dalla cui realizzazione il procedimento era stato originato, mentre il modulo MOSI (modulo di sito) archivia i dati relativi ai singoli siti archeologici individuati nell'area interessata dal procedimento. Nella strutturazione dei due moduli, pur restando fedeli alla struttura delle informazioni propria dello standard MODI, è stato scelto di rendere obbligatoria la compilazione di un ristretto nucleo di paragrafi che contengono informazioni imprescindibili: tipo dell'opera e sua committenza, tipo di ricerche effettuate nell’area e fonti per la raccolta delle informazioni, cronologia, estensione, dati topografici e altimetrici dei siti archeologici individuati, distanza dall’opera e valutazione dell’impatto dei lavori. Il dato relativo alla localizzazione tanto dell'opera quanto dei siti o aree archeologiche risulta fondamentale nell'ottica di una futura integrazione dei dati raccolti con le altre informazioni topografiche sul patrimonio culturale italiano in possesso del Ministero, e in particolare della loro futura pubblicazione all'interno del Geoportale Nazionale per l'Archeologia in corso di realizzazione da parte dell'ICA. Sono inoltre registrate le informazioni relative a tutti coloro che hanno collaborato alla raccolta, analisi e elaborazione delle informazioni, ovvero il funzionario responsabile del procedimento di archeologia preventiva, i professionisti incaricati della redazione della relazione archeologica e i compilatori della scheda.

Una prima versione dei moduli è stata discussa con i Soprintendenti e i funzionari incaricati delle Soprintendenze ABAP di Piemonte, Puglia e Toscana, individuate come regioni pilota per un primo testing del sistema di registrazione dei dati, e nel mese di marzo 2018 la prima versi

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one compilabile dei due moduli è stata rilasciata sul sito dell'ICCD. Questa prima sperimentazione, condotta per ora sulla documentazione pregressa conservata presso gli archivi delle Soprintendenze, sta permettendo di ottimizzare i due moduli per la registrazione dei dati: le osservazioni e le proposte degli uffici pilota sono particolarmente preziose perché consentono di evidenziare eventuali criticità nella struttura dei moduli MOPR e MOSI, sia sul piano dell'organizzazione delle informazioni che della completezza e esattezza dei vocabolari. Al termine della sperimentazione, i moduli saranno aggiornati per il rilascio definitivo e andranno a costituire lo standard nazionale per la registrazione e l'acquisizione dei risultati delle future indagini di archeologia preventiva: in questo modo i due moduli schedografici saranno utilizzati per la raccolta dei dati nei nuovi procedimenti, che saranno così automaticamente disponibili in formato digitale. Tutti i dati raccolti, come detto, saranno accessibili online attraverso il Geoportale Nazionale per l'Archeologia: il fine ultimo del progetto è dunque non solo la sistematizzazione e l’archiviazione dei dati in formato digitale, ma anche il loro accesso tanto da parte degli operatori interni agli Uffici quanto degli altri Enti interessati, degli studiosi e dei professionisti, e, attraverso modalità differenziate e con livelli di approfondimento diversi, al pubblico della rete.

In questo modo si chiude finalmente il cerchio dell'informazione archeologica: i dati raccolti da Soprintendenze e archeologi professionisti saranno di nuovo resi disponibili agli archeologi incaricati della redazione delle valutazioni di impatto archeologico, ai ricercatori, agli enti che si occupano di gestione del territorio. La maggiore accessibilità ai dati noti contribuirà così alla realizzazione di studi sempre più accurati e precisi e di una programmazione territoriale che sia davvero partecipata e condivisa.

Per chiarimenti e segnalazioni:

dg-abap.archeologiapreventiva@beniculturali.it


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